Home / Politica / Nazionale / La Service Tax e Taser

La Service Tax e Taser

La Taser comporta già quest’anno un aggravio medio di 1.133 euro sui capannoni, di 73 euro su un’abitazione civile. Intanto avanzano le ipotesi per la nuova tassa dei servizi. Dal tetto ai Comuni alla partecipazione degli inquilini, i nodi da sciogliere

 

 La Taser, che debutta quest’anno sostituendo la Tarsu o la Tia, rischia di tramutarsi in una vera e propria stangata, soprattutto per gli imprenditori. A denunciarlo è la Cgia di Mestre secondo cui, rispetto al 2012, su un capannone di 1.200 mq l’aggravio medio sarà di 1.133 euro (+22,7%), su un negozio di 70 mq (superficie media nazionale), l’asporto dei rifiuti costerà 98 euro in più (+19,7%), su una abitazione civile di 114 mq (superficie media nazionale) l’applicazione della Tares comporterà un aumento di spesa di 73 euro (+29,1%).

Altra stangata arriverà nel 2014 con l’entrata in vigore della Service tax. Divisa in due compenenti:

Tari. La prima componente della Service Tax è quella sulla raccolta dei rifiuti e dovrebbe in parte riproporre la Tares. Colpirà  chi occupa degli immobili o delle aree che producono dei rifiuti. In nome dell’equità, dovrà essere introdotto un meccanismo che agganci l’imposizione alla tipologia di rifiuti prodotto, alle superfici occupate, al numero di persone che si trovano all’interno degli immobili.
 Tasi. La seconda componente è a carico di chi occupa gli immobili e le aree e riguarda i cosiddetti “servizi indivisibili”, che si pagano in funzione 
del valore dell’immobile e riguardano l’illuminazione stradale, l’arredo urbano, i trasporti e la manutenzione delle strade. 

Ai Comuni sarà affidata autonomia nella definizione dei criteri per il prelievo, se in base alle rendite catastali o alla superficie degli immobili. Bisogna poi ancora capire quanto si vorranno introdurre criteri di progressività, che possono portare a una modulazione del tributo per fasce di reddito. A livello centrale si dovrebbe individuare – però – un’imposizione massima: i Comuni potranno aumentare le aliquote sulla Tasi ma rimanendo entro il limite del 6 per mille, quello cioè che consentirebbe di replicare il gettito che sarebbe derivato dall’applicazione dell’imposizione più aspra possibile sull’Imu per la prima casa.  Con le rendite catastali attualmente in vigore le entrate garantite lo scorso anno dall’Imu prima casa verrebbero ottenute con un prelievo medio dell’1,9 per mille, questo perché il tributo medio sarebbe di 172 euro anziché i 225 ottenuti con l’Imu ma la platea di paganti sarebbe più ampia.

. L’estensione della Service Tax agli inquilini ha fatto scattare l’allarme della categoria. Ma nei giorni scorsi è stata gettata acqua sul fuoco. Secondo i conteggi della Uil, nella situazione attuale in media una casa in affitto costa 2.531 euro ai proprietari tra Imu e cedolare secca. Il conto scende quest’anno a 2.164 euro grazie al calo della cedolare secca dal 19 al 15 per cento, ma all’inquilino vanno 34 euro di conto della parte dei servizi della Tares. L’anno prossimo il conto dovrebbe tornare a salire per il proprietario, a 2.254 euro proprio per una parte di Service Tax. Il nodo politico da sciogliere è però la definizione della compartecipazione tra affittuari e proprietari alla tassa sui servizi, mentre quella sui rifiuti resterà (come oggi la Tares) a carico degli inquilini: l’ipotesi diffusa è che si tenga il 20% a carico degli inquilini, il restante 80% per i proprietari.

About Zafferana WEB

Check Also

Zafferana Etnea, tutti gli eletti al Consiglio comunale Trionfo di Polis. Salvo Coco recordman della maggioranza, Alfio Barbagallo trascina gli sconfitti

La lista del neosindaco Salvo Russo si comporta da corazzata e infligge circa 900 voti …

Close