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Zafferana

« A Zafferana l’aria è buona alle labbra, sa di pane fresco di forno, di ginestre. E da lassù, dai tremila metri dell’Etna, la Sicilia è una stella a tre punte nel cielo capovolto del suo mare antico. »
(Igor Man, La Stampa settembre 1996)

 

Zafferana Etnea (Zafarana in siciliano) è un comune italiano di 9.450 abitanti della provincia di Catania in Sicilia.

Zafferana Etnea sorge a 574 m. s.l.m., alle pendici orientali dell’Etna, il vulcano attivo più grande d’Europa.

Si estende fino alla vetta sommitale del vulcano, includendo nel proprio territorio paesaggi di inestimabile bellezza naturalistica, dai fitti boschi alle distese di deserto lavico.

È uno dei comuni del Parco regionale dell’Etna e nel suo territorio rientrano le tre grandi valli che secondo accreditate ipotesi[2] rappresentano la testimonianza della sequenza della genesi del vulcano: Valle del BoveVal Calanna e Valle San Giacomo.

L’abitato è adagiato in una vallata, ai piedi dei monti Pomiciaro (1715 m. slm), Zoccolaro (1739 m. slm) e Fior di Cosimo (1178 m. slm), disposto in lunghezza parallelamente alla costa jonica, sul cui mare si affaccia come una terrazza.

La perla dell’Etna, come meritamente è definita  è Collocata in una posizione gradevole per gli amanti della tranquillità e della natura, dista pochi chilometri dai centri maggiori (Catania 24,6 km, Taormina 36,6 km, Acireale 13,7 km) e si trova a metà strada tra il mare e la montagna.

Zafferana rappresenta una delle porte d’accesso al vulcano, grazie alla strada provinciale dell’Etna che la collega alla stazione turistica di Rifugio Sapienza (Nicolosi) da un lato, e a quella di Piano Provenzana (Linguaglossa) dall’altro.

Zafferana Etnea, tra le varie località incastonate nel Parco dell’Etna è, sicuramente, una delle più belle e caratteristiche. È una cittadina dal cielo terso ed azzurro, dal clima mite e dall’aria salubre. Gode di un panorama unico: a est la costiera jonica che spazia dal golfo siracusano a quello di Taormina; ad ovest, l’imponente vulcano Etna, ammontato dai ricchi boschi di castagno e faggio.

Diverse sono le ipotesi sull’origine del nome; alcuni studiosi ritengono che la parola derivi dall’arabo Zaufanah, che significa “giallo”, per l’abbondanza dei giunchie delle ginestre che si trovano nei boschi del territorio; altri pensano che il nome provenga da parole arabe col significato di “contrada ricchissima d’acqua” oppure “fischio del vento”. L’ipotesi più attendibile la si trova nell’Enciclopedia italiana di Gerolamo Boccardo, in cui facendo accenno alla coltivazione dello zafferano egli scrive che questa coltivazione «era industria principale nel moderno comunello di Zafferana Etnea; che da detta cultura prese il nome». Questa supposizione è avvalorata dal quadro della Madonna della Provvidenza (1838) di Giuseppe Rapisardi, in cui è dipinto un vaso con fiori di zafferano (immagine a destra). In seguito, nel 1811, fu aggiunta la denominazione Etnea con l’intento di evitare l’ambiguità con altre due località siciliane.

Zafferana rappresenta un’importante stazione climatica, essendo luogo adatto per la villeggiatura quando il clima, nelle grandi città, diventa irresistibilmente caldo. La presenza della montagna, con i suoi boschi rigogliosi, consente infatti di far fronte alle temperature particolarmente elevate dei mesi estivi.Il clima, mite nei mesi autunnali e primaverili, diviene abbastanza rigido in inverno, causando gelate e molto raramente qualche nevicata, ma favorendo gli amanti degli sport invernali ad alta quota.La temperatura media è di alcuni gradi più bassa rispetto a quella della città di Catania e, in generale, delle città della provincia poste in riva al mare.

In visita a Zafferana non c’è niente di meglio che abbinare la riscoperta della tradizione, dei prodotti locali e della gastronomia tipica al piacere di una passeggiata in mezzo ai boschi di castagni, immersi in un paesaggio dal volto rigoglioso e prorompente, oppure dall’aspetto quasi lunare, polveroso e nero. Basta attrezzarsi di una dose di buona volontà e di un abbigliamento comodo per tuffarsi nella natura e lasciarsi trasportare dagli odori, dai suoni e dai colori. Basta poco per svuotare la mente e concedersi un po’ di relax, percorrendo uno dei tanti sentieri del Parco dell’Etna. Un rapporto di odio – amore lega Zafferana Etnea all’Etna. E’ ancora vivo nella memoria il ricordo del pericolo scampato nel 1992, quando la lava si fermò a poca distanza dal centro abitato modificando l’aspetto della Val Calanna. La colata è visibile seguendo l’apposita segnaletica e nei suoi pressi, in segno di ringraziamento, è stata eretta una stele votiva dedicata alla Madonna della Provvidenza, patrona di Zafferana. Ma la pietra lavica è diventata nelle mani di abili artigiani materia da plasmare da cui ricavare materiale per l’edilizia (basole per le strade e lastre e blocchi per i rivestimenti di muretti in pietra lavica ) ma anche oggetti d’arte (sculture).

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